Il giardino delle farfalle di Dot Hutchison

novembre 11, 2017

il giardino delle farfalle di dot hutchison

Il giardino delle farfalle di Dot Hutchison

  • Titolo Originale: The Butterfly Garden
  • Usa, 2017
  • pag. 336
  • Protagonisti: Maya
  • Casa editrice: Newton Compton
  • genere: Thriller
  • Standalone

 

Serie The Collector (1)

 

«Alcune persone restano spezzate. Altre raccolgono i cocci e li rimettono assieme con tutti i bordi taglienti bene in vista».

 

Vicino a un palazzo isolato c’è un bellissimo giardino dove è possibile trovare fiori lussureggianti, alberi che regalano un’ombra gentile e… una collezione di preziose “farfalle”: giovani donne rapite e tatuate in modo da farle assomigliare a veri lepidotteri. A guardia di questo posto da brividi c’è il Giardiniere, un uomo brutale e contorto, ossessionato dalla cattura e dalla conservazione dei suoi esemplari unici.

Quando il giardino viene scoperto dalla polizia, l’unica sopravvissuta viene messa in salvo e poi interrogata. Gli agenti dell’FBI Victor Hannover e Brandon Eddison hanno il compito di mettere insieme i pezzi di uno dei più complicati rompicapo della loro carriera.

La ragazza, conosciuta solo come Maya, è ancora sotto shock e la sua testimonianza è ricca di episodi sconvolgenti al limite del credibile. Torture, ogni forma di crudeltà e privazione sembravano essere all’ordine del giorno in quella serra degli orrori, ma nel racconto della giovane donna con delle ali di farfalla tatuate sulla schiena non mancano le incongruenze e i salti temporali…

E più Maya va avanti con il suo terrificante racconto, più Victor e Brandon si chiedono chi o cosa la ragazza stia cercando di nascondere…

 

 

 

Recensione

 

 

 

Il Giardino delle Farfalle è un thriller molto complesso che se da una parte mi ha tenuta incollata allo schermo del mio fedelissimo Kindle col fiato sospeso, dall’altra mi ha anche tediata con il racconto perpetuo della vita della protagonista all’interno del Giardino nelle mani del suo carceriere, senza mai avvicinarsi al dunque e senza il minimo indizio che faccia luce in questo marasma di informazioni.

La struttura del libro non è semplice, c’è un’alternanza di punti di vista e di presente contro passato. Nello specifico si entra nella mente di Maya, la protagonista, e si vivono sia i momenti in cui era prigioniera del Giardiniere, sia il presente in cui, di fronte al capo della polizia Victor Hanoverian, racconta e gioca conducendo l’interrogatorio con i suoi tempi e modi. D’altra parte, seppur in maniera ridotta, Victor ci consente, attraverso un punto di vista focalizzato su di lui e in terza persona, di “vedere” Maya dall’esterno, interpretando i suoi silenzi, gli atteggiamenti e le reticenze riguardo ai fatti narrati.

 

Di notte il Giardino era un luogo di ombre e luce lunare, dove potevi udire chiaramente tutte le illusioni che contribuivano a renderlo quello che era. Durante il giorno c’erano conversazioni e movimento, a volte giochi o canzoni, e tutto ciò mascherava il suono dei tubi che portavano acqua e sostanze nutritive alle aiole o dei ventilatori che facevano circolare l’aria. Di notte, quella creatura chiamata Giardino si staccava la sua pelle sintetica per mostrare lo scheletro che c’era sotto.

 

Dalla trama sappiamo che Maya è stata rapita. Dalla sua vita fuori dagli standard viene catapultata senza il suo permesso all’interno di un giardino privato in compagnia di altre giovani ragazze. Ogni componente del giardino è diverso, sia per età che per caratteristiche. Esiste una sola cosa che le accomuna: due ali di farfalla tatuate sulla schiena. Però non si tratta dello stesso genere, ogni ragazza rappresenta una razza diversa e, come le farfalle nelle teche di un collezionista, loro rappresentano la collezione privata del Giardiniere.
Tra un salto temporale e l’altro, veniamo a conoscenza della vita di Maya prima del rapimento. Chi era Maya? Perché non ci sono tracce del suo passato? E perché Maya non vuole rivelare alla polizia la sua vera identità?
Il Giardino delle Farfalle è un thriller psicologico molto particolare. Non è semplice starci dietro, bisogna avere pazienza perché ogni dettaglio fornisce una parte di spiegazione, ma fa aumentare anche il numero delle domande che ne seguono. Domande che spesso restano senza risposta perché la protagonista ha un disegno in mente. E non lo rivelerà fino a quando non sarà pronta.

 

Giudizio:

Sensualità: –

Violenza:

 

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