Vlad by Ker Dukey K Webster

marzo 7, 2018

 

Vlad by Ker Dukey K. Webster

  • Usa, 2018
  • pag. 346
  • Protagonisti: Vlad, Irina
  • Casa editrice: Inedito
  • genere: Dark Romance

 

Serie The V Games (1)

The Vasiliev name is a powerful one. We rule with an iron fist and we do it well.
Being the eldest, I am Father’s best hope at keeping us at the top of the food chain.
Everything I do has purpose. Everything I do has reason.
Until her.
I play my games thinking several moves ahead. Power. Power. Power.
Until her. The next move requires I marry and soon. This will strengthen us and secure our position.
But I am not to marry her. I am to wed the eldest Volkov.
Problem is, her younger sister is the one who awakens my dead heart. It is her I want in my bed and by my side forever.
Her. Her. Her.
In this game, though, it’s not about what I want.  But maybe it can be about what she wants.
I am Vlad. Vile. Vicious. Villainous. Vasiliev. And I will win eventually.

(Ogni cosa che faccio ha uno scopo. Tutto ha una ragione. Finché non è arrivata lei.
Il nome dei Vasiliev è potente. Comandiamo con il pungo di ferro e lo facciamo bene. Essendo il primogenito, sono la più grande speranza di mio padre di continuare a dominare il vertice della catena alimentare.
Ogni cosa che faccio ha uno scopo. Tutto ha una ragione. Fino al suo arrivo. Gioco le mie partite pensando sempre alle numerose mosse successive. Potere. Potere. Potere. Fino al suo arrivo. La prossima mossa impone che io mi sposi e presto. Questo ci rafforzerà e assicurerà la nostra posizione. Ma non sposerò lei.
Devo sposare la primogenita dei Volkov. Il problema è che l’unica ad aver ridato vita al mio cuore spento è la sorella più giovane. È lei che voglio nel mio letto e accanto a me, per sempre. Lei. Lei. Lei.
In questo gioco, però, non si tratta di ciò che voglio. Ma forse può riguardare ciò che lei vuole. Io sono Vlad. Meschino. Crudele. Maligno. Sono un Vasiliev. E alla fine vincerò io.)

 

 

 

Ormai lo sapete, io vado pazza per il dark e per tutto ciò che non è “politically correct”; immaginate il mio gaudio quando Cherry, nota anche come pain in the ass, mi mostra la copertina del libro. Vorrei potervi dire che non mi ha colpita perché bado al contenuto… no, sono banale, quindi mi ha attratta. Però, è stata la trama ad avermi conquistata: aveva tutti i presupposti per occupare la mia testolina perennemente alla ricerca di una storia poco sdolcinata e dai contorni torbidi, ma a lieto fine, quello lo esigo.

Vlad Vasiliev è il primogenito di una delle più potenti famiglie della mafia russa, gestisce traffici di ogni tipo, nominatene uno e lui ce l’ha, non si fa scrupoli, non ha un cuore e soprattutto è spietato. Ha una corazza simile ad un’armatura medievale, anche se, ve lo dico subito, sotto c’è un uomo, con un forte appetito sessuale, mescolato ad una serie di pratiche non proprio ortodosse, che potrebbero far storcere il naso anche alle lettrici più scafate.

All’interno del grande impero mafioso di madre Russia, si stringono accordi basati solo ed esclusivamente sul denaro e sul potere, e il matrimonio di Vlad con Diana Volkov è uno di questi.

Così, il giovane rampollo, si ritrova in casa due donne al prezzo di una, Diana, la sua futura moglie, e Irina – Shadow, sua sorella minore.

Innocente e ingenua, candida come la neve, vive all’ombra di sua sorella e dell’impero dei Volkov, è una creatura quasi eterea, ma non per questo insignificante; è da sempre innamorata di Vlad, e vivere sotto il suo stesso tetto, testimone di una futura unione con sua sorella, la devasta.

Ma Vlad, che la ricorda sin da quando era bambina, si sente attratto da lei come una calamita su un frigorifero, non riesce a starle lontano e la passione che li unisce, divora il buonsenso e sconvolge i piani.

“Quando stai fissando il sole, non riesci a vedere l’ombra.”

Sarà pure un assassino spietato e sanguinario, ma quando Vlad pronuncia frasi del genere, anni di femminismo vanno a farsi benedire!

Irina vive il loro legame con il senso di colpa dovuto al tradire sua sorella, e il forte sentimento che la unisce all’uomo dei suoi sogni. La sua ingenuità si mescola alla passione che solo Vlad è in grado di suscitarle, la rende coraggiosa e la aiuta a svelare la sua personalità, dopotutto è una Volkov, forte, tenace e resiliente. Accoglie con stoicismo e una buona dose di pelo sullo stomaco ogni intemperanza del suo uomo, perché nel loro ambiente non c’è nulla di ordinario e, d’altra parte, Vlad non è certo un personaggio comune.

“Guardarlo da vicino è come osservare tutte le Sette Meraviglie del Mondo in una volta sola.

È come ascoltare la mia canzone preferita cantata dal vivo e solo per me.”

La storia è ricca di colpi di scena, quell’angst tipico dei dark, mescolato alle tinte fosche della trama – trattandosi di mafia, non aspettatevi caramelle e palloncini – aggiungete la mente perversa delle K&K, come le chiamo io, e avrete due occhi da panda e una notte insonne.

Il finale si chiude con un bel cliffhanger da rosicamento, perché, anche se la storia tra Vlad e Irina si conclude, c’è molta carne al fuoco. Sappiate che il V Game non è un titolo messo a caso per versare due microgrammi di inchiostro in più, ma ha uno scopo ben preciso e lo scopriremo nel secondo libro, di cui non vi anticipo nulla perché sono cattiva come un lupo affamato nella steppa.

C’è una frase che mi ha molto colpita alla fine del libro, scritta da Ker Dukey, nella sua biografia (sì, sono compulsiva, leggo ogni sillaba!):

Non tutte le storie d’amore sono fatte di luce;

alcune nascono dall’oscurità, ma sono altrettanto forti e vale la pena raccontarle.

 

#dirtyisbetter, girls!

 

Giudizio

Sensualità:

Violenza:

 

♦ CHarlot ♦

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