Queen of Shadows by Sarah J Maas

gennaio 5, 2018


Queen of Shadows by Sarah J Maas

 

  • Usa, 2015
  • pag. 648
  • Protagonisti: Celaen
  • Casa editrice: Inedito
  • genere: Fantasy

 

Serie Il trono di ghiaccio (4)

 

Everyone Celaena Sardothien loves has been taken from her. But she’s at last returned to the empire—for vengeance, to rescue her once-glorious kingdom, and to confront the shadows of her past…
She has embraced her identity as Aelin Galathynius, Queen of Terrasen. But before she can reclaim her throne, she must fight.
She will fight for her cousin, a warrior prepared to die for her. She will fight for her friend, a young man trapped in an unspeakable prison. And she will fight for her people, enslaved to a brutal king and awaiting their lost queen’s triumphant return.

(Celaena Sardothien ha perso tutti i suoi affetti. Ma alla fine è tornata nell’impero… per vendetta, per salvare il suo regno un tempo glorioso e per affrontare le ombre del suo passato … Ha abbracciato l’identità di Aelin Galathynius, la regina di Terrasen. Ma prima che possa reclamare il trono, deve combattere. Combatterà per suo cugino, un guerriero pronto a morire per lei. Combatterà per il suo amico, un giovane intrappolato in un prigione. E combatterà per la sua gente, ridotta in schiavitù da un re brutale e in attesa del trionfale ritorno della regina perduta.)

 

 

 

Recensione

 

Finalmente.
Sarah J. Maas mi ha stregata. Celaena è una dei miei personaggi fantasy preferiti. Quando ho terminato il terzo volume, “La Corona di Fuoco”, sono andata a ravanare su Good Reads a vedere di che morte morire… e quando ho visto che il quarto esisteva già e che il quinto sarebbe uscito a breve, ho mandato un fanculo volante alla lentezza delle traduzioni nelle CE che mi fa diventare vecchia prima di riuscire a terminare una saga, sempre se non decidono di bloccarla a metà.

Quindi si spiega anche da solo il motivo per il quale leggo quasi ed esclusivamente in lingua originale. La mia curiosità non sta al passo delle CE italiane. O della diarrea grafica delle autrici straniere. Punti di vista!
Ma torniamo a noi.
Qui è un cazzo di casino, gente. Non sto nemmeno più a dire Spoiler Alert, se leggete la recensione del quarto libro di una serie è abbastanza ovvio che ci siano spoiler.
Come anticipato nella recensione de “La Corona di Fuoco”, Celaena era pronta per prendere in mano le redini e tornare ad essere se stessa. Il suo viaggio a Doranelle era stato programmato a tradimento dal suo ex amante Chaol, capitano delle guardie del Re di Adarlan, per mandarla in spedizione a recuperare le chiavi Wyrd che sarebbero servite per smantellare il regno del terrore.

Man mano che si procede con la lettura, si comprende che Celaena è un’identità fittizia che è stata inventata da Arobyn, il suo ex capo. Celaena in realtà è Aelin Galathynius, erede di Terrasen, città rasa al suolo dal Re di Adarlan. Aelin era una bambina con potere Fae nel sangue in grado di comandare il fuoco. Fuoco che ha distrutto la sua casa. Ma a volte i miracoli avvengono e per fortuna Aelin è stata messa in salvo da chi le voleva bene per finire poi dritta tra le mani di Arobyn che, note le sue origini, ha deciso di tenere per sé ogni dettaglio e sfruttare al massimo l’oro caduto tra le sue mani.

“It’s Aelin now,” she snapped as loudly as she dared. “Celaena Sardothien doesn’t exist anymore.”

Sappiamo che il principe Rowan doveva prendersi cura dell’allenamento di Aelin. Non ho però specificato che la personalità di Aelin aveva fatto da calamita ed era riuscita a portare dalla sua i Fae di Doranelle e a liberare lui dal vincolo di sangue con la regina.
Ora Rowan e Aelin sono liberi di tornare ad Adarlan dove avranno un sacco di casini da sistemare e la loro relazione da far crescere.

Nel frattempo, Dorian è posseduto da un principe Valg ed è quindi diventato un burattino nelle mani del re di Adarlan che lo costringe ad attuare cose indicibili per suo conto. Manon Becconero è la vincitrice del torneo e quindi la capa del clan delle tredici di streghe e, mentre lotta per conto del re, scopre cose che vanno venire il voltastomaco. Chaol invece, in paranoia per non esser riuscito a salvare il suo amico Dorian dalle grinfie del Re, si è alleato con i ribelli nel tentativo di salvare la città quando tutto sta andando in vacca.

Aelin arriva ad Adarlan e nota che la situazione fa paura. Chaol è una spina nel fianco, i loro rapporti sono glaciali ma hanno un punto in comune, liberare Dorian e Adarlan. Ma come ho detto già molte volte, Aelin è cazzuta fino al midollo e ora che è tornata in pista, non c’è più trippa per gatti.
In questo volume accadono talmente tante cose che è impossibile darvi qualche pillola che vi faccia ingolosire. Alleanze, scontri, vendette… Chi ha amato la saga si tufferà a capofitto, pronto a raccogliere ogni granello di sabbia della clessidra che è il libro. Perché qui si tratta di un conto alla rovescia. Ogni pagina letta è una in meno a disposizione per racimolare tutte le rispose e fidatevi, le palpitazioni verso la fine saranno a mille.
Godetevi quindi il quarto episodio di una delle saghe fantasy più belle al giorno d’oggi.
#GoAelin!

“She was the heir of fire.
She was fire, and light, and ash, and embers. She was Aelin Fireheart, and she bowed for no one and nothing, save the crown that was hers by blood and survival and triumph.”

 

Giudizio


Sensualità:


Violenza:

♦ Cherry ♦

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