Perché la notte appartiene a noi di Amabile Giusti

Giu 3, 2018

 

Perché la notte appartiene a noi di Amabile Giusti
  • Usa, 2018
  • pag. 292
  • Protagonisti: Mira, Kade
  • Casa editrice: Self
  • genere: Contemporary Romance
  • Standalone

 

Una storia passionale e sensuale sullo sfondo di una terra selvaggia, fra due anime più affini del previsto, dapprima ostili, dubbiose, rabbiose, e poi follemente bisognose, gelose e affamate d’amore.

L’inverno in Alaska è spietato: lo sa bene la giovane Mira Kendall che non si è mai allontanata da Noweetna, un villaggio di trecento anime. Per affrontare il buio perenne di quelle latitudini, la ragazza si è creata un piccolo mondo interiore ricco di luce: legge tantissimo, colleziona fiocchi di neve e sogna di vivere un grande amore romantico.

L’arrivo di Kade scuote ogni suo equilibrio. Lui è un trentenne tanto bello quanto inquietante: ha i capelli lunghi, un occhio verde e uno nero, strani tatuaggi perfino sul viso e sulle mani, e un pessimo carattere. Non socializza con nessuno, vive da solo su una vecchia barca arenata e nasconde di sicuro un terribile segreto.

Impossibile per loro non incontrarsi, così com’è impossibile per Mira non trovarsi combattuta fra due emozioni opposte. Una parte di sé disapprova Kade per i suoi modi sgarbati, e l’altra è irresistibilmente attratta dal suo fascino feroce e dal mistero che lo avvolge.

Lentamente, l’iniziale reciproca antipatia si trasforma in un sentimento inatteso, tanto profondo da travolgerli entrambi. Ma Kade ha troppe cose da nascondere. Quando il suo passato torna a minacciarlo, diventa necessario fare una scelta dolorosa che potrebbe separarli per sempre.

 

 

Il roseto ce l’ho nel cuore.

Con le spine del nostro passato, i petali del presente e il profumo del futuro: un roseto vero, schietto e selvaggio, di quelli che vincono la guerra contro la gramigna, in luoghi in cui non ti aspetteresti mai fiori.

Un roseto imperfetto. Come noi due.

Amabile Giusti non sbaglia mai. I suoi contemporanei hanno sempre un retrogusto dolceamaro che parla direttamente al mio cuore, romantico con brio. Con personaggi maschili quasi brutali, che parlano pochissimo e agiscono d’impulso, seguendo poche regole che sembrano quelle degli antichi cavalieri medievali: forza, abilità, coraggio, lealtà alla parola data e alle rare persone a cui sono legati. E Kade sembra proprio il cavaliere nero.

Mira però non è la bella Cenerentola da salvare dalle sorellastre cattive. Dedita al focolare, alla propria mamma e al loro negozio, non sogna di fuggire via, ma di cambiare vita certamente sì. Anche se quella che nemmeno pensa di offrirle Kade sarebbe comunque solo una vita di pericolo e fuga. Perché lui naturalmente ha un segreto e non lo condivide con nessuno, nemmeno con una ragazza dai grandi occhi buoni, da cui è attratto.

I due non potrebbero essere più diversi nell’aspetto ma più simili nell’indole: intelligentissimi, scaltri, determinati, amanti dei piaceri e irremovibili una volta presa una decisione.

Se facessero a braccio di ferro non sarei così sicura della vittoria di lui. Perché Kade è un gigante di quasi due metri con muscoli, barba e tatuaggi, ma Mira ha un cuore e un cervello che non possono essere sconfitti. Sincera, vera, fedele. E innamorata.

Kade la teme e la vuole.

Mira lo teme e lo vuole.

Un futuro insieme è quasi impossibile per loro, perché Mira è una quercia con radici profonde, mentre Kade è un… uccello migratore.

Mi sento come un antico esploratore nell’attimo esatto in cui scopre che la terra non finisce all’orizzonte.

C’è tanto, oltre. C’è tutto, oltre.

La vera meraviglia è la scrittura: intensa, spregiudicata, scenografica. La Giusti dipinge il paesaggio in cui posiziona i suoi personaggi indimenticabili. Non solo i due protagonisti, ma anche quelli secondari: il Colonnello, l’amica di Mira, sua madre, la moglie del sindaco, le vecchiette chiacchierone.

Un dipinto che non potrete non ammirare. E una lettura da non perdere.

 

Giudizio:

Sensualità:

Violenza:

Navillus

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