Onora la madre di Naike Ror

giugno 13, 2018


Onora la madre di Naike Ror

  • Italia, 2018
  • pag.
  • Perdonaggi: Jordan, April, Ella
  • Editore: Self Publishing
  • Genere: Dark Romance/Suspence
  • Standalone

 

Le mie lacrime sono salate.
Non so perché, però ero convinta che più avrei pianto e più il loro sapore si sarebbe addolcito.
Mi sbagliavo.
Sbaglio sempre su ogni cosa.
Sbaglio sempre su ogni persona.
Sono triste e mi sento sola.
Sono sola.
Nessuno capisce quanto.
Nessuno capisce che tutto quello che faccio, lo faccio per lui.
Con lui potrei essere felice, con lui potrei finalmente smettere di sentirmi sola.
Farò di tutto per averlo di nuovo con me.
Tutto.

 

 

L’amore che nutri per qualcuno ti lascia abbastanza libero oppure ti imprigiona?

Rispondere a questa domanda è capire questa storia, questo libro, questi personaggi. E’ come nel gioco delle parti, o nel gioco della vita, dove ognuno è chiamato alle sue responsabilità, ai suoi doveri, a fare ciò che gli altri, genitori, società, consorti, figli, chiunque volete, si aspettano da lui.

Rex è un padre e un marito, prima di essere un uomo. Jordan è un figlio e un fidanzato, prima di essere se stesso. April è la figlia del pastore e una fidanzata “timorata di Dio”, e mai sarà alla luce del sole ciò che è davvero… E Ella? Ella è una bad girl perché sotto i vestiti da ragazzaccia nasconde meglio gli strati di dubbi e sofferenze. E nessuno di questi incredibili personaggi, usciti dalla penna talentuosa della Ror, è ciò che sembra.

Mi aspettavo che questa storia fosse fuori dall’ordinario, fuori dal consueto e pacato canovaccio del romance, ma questa cosa è molto, molto di più. E’ come quando ascolti un nuovo lavoro della tua band preferita e ne conosci già il sound, sai che ti piacerà e che ti emozionerà. Eppure poi scovi il pezzo che ti ribalta lo stomaco e ti fa sgorgare la lacrima. Perché bello sì, ma non credevi così tanto.

Provi a salvare me perché è te stesso che vorresti salvare.

E’ stato lo stesso leggendo OLM. Fino a quasi metà ero piacevolmente coinvolta e sonnolenta. Bei personaggi, bell’intreccio, poco consueto… Poi: sono caduta dalla sedia. Ogni fottuto personaggio, messo sotto pressione, si è rivelato ciò che nemmeno lontanamente avrei mai immaginato. Stravolgendosi totalmente. E evitare di andare all’ultima pagina per scoprire in fretta, con la mia solita curiosità e impazienza, è stato più duro del solito.

Tutta la lettura è stata più dura del previsto, e mi ha totalmente, irrevocabilmente conquistata.

Era una situazione che puzzava di marcio come una pozza d’acqua stagnante, ma rassicurava, perché in pochi centimetri d’acqua è impossibile annegare.

Spendete le poche ore che vi servono per leggere l’ultimo lavoro della Ror. Non è lunghissimo, ma molto, molto, molto intenso. Mi raccomando soltanto: mente aperta, non aspettatevi nulla , solo di rimanere colpiti e affondati da personaggi incredibili che sapranno rimanervi nella testa a lungo.

Nulla è mai come sembra, niente è certo e immutevole, in questa storia, come nella vita. O come nella giustizia.  L’imprevisto è esattamente dietro l’angolo, pure se è quello  sicuro di casa propria… Ma niente paura, è solo una storia.

Incredibilmente brava Naike Ror. Col passare del tempo diventi sempre meglio, proprio come il vino buono.

Le anime solitarie sono leggere e basta un soffio di vento per farle precipitare nel burrone.

 

Giudizio:

Sensualità:

Violenza:

Navillus

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