Le ombre del cigno di Mary Lin

Italia: 2019

Pagine: 551

Protagonisti: Maya, ?

Genere: Dark Romance

Casa Editrice: Self Publishing

Data di Uscita: 21 ottobre 2019

Le ombre del cigno di Mary Lin

“Ho imparato a non accontentarmi e, se dovessi cadere, semplicemente mi rialzerò. La vita non va sprecata a fissare un pavimento.”

Maya ha giurato a se stessa che sarebbe stata libera.  Nessun limite, nessun legame.  Una vita senza rimpianti e alle sue condizioni. Almeno fino a quando gli occhi di uno sconosciuto non la riportano al passato, scavandole dentro e facendole provare emozioni che non sentiva da tempo. Lui la attrae. La confonde. E Maya lo desidera intensamente.

Ma dal passato riaffiora anche una minaccia.  Braccata, Maya compirà scelte destinate a cambiarle il corso della vita e che la condurranno in un viaggio verso una meta ignota.

Lui è enigmatico, scostante, pericoloso.Lei non poteva saperlo, ma era già sua.

Testa inclinata.
Braccia divaricate.
Corpo teso e dritto.
Il soffitto gira, le stelle vorticano, diventano tutt’uno con me.
«Maya?»
«Shh» zittisco Akim. «Non rovinarmi il momento.»
Il letto cala sotto il peso del mio migliore amico impiccione e il suo volto mi oscura la vista.
«Cosa diavolo stai facendo?»
«La Costellazione del Cigno.»

Come diceva quel fumetto?

“Ebbene sì, maledetto Carter, hai vinto anche stavolta!” E io vorrei dire esattamente così a Mary Lin, perché ha vinto anche stavolta, mi ha convinto e emozionato, spaccando di brutto.

Che dire di Maya, la principessina viziata, che accetta di scendere in strada e sporcarsi mani e scarpe con la vita, per dimostrare chi è, di non aver paura, o almeno non troppa, e di voler trovare risposte alle sue domande? Una protagonista degna di questo nome, per niente svenevole, per niente smidollata, al contrario, decisa e tenace. Una che sa quello che vuole e va a prenderselo.

E quello che lei vuole è… il Tulipano Nero!

Non ridete, me lo ha ricordato tantissimo!

Pensateci bene: appare e scompare, quasi dal nulla, sbuca all’improvviso nei momenti più impensati ma sempre quando è necessario. Sorride, poco,  poi di colpo si rabbuia e resta torvo per ore. Lascia andare frasi dense di significato poi si ammutolisce per una giornata intera. Ha momenti di insopportabile tenerezza ma altri di brutale malvagità.

«La famiglia è tutto per noi.»

È il personaggio dark per eccellenza, bipolare ai limiti della schizofrenia. Innamorato? Sì, ma non si svende mai diventando in poche pagine un trottolino amoroso dududadada’. Ha un disegno in testa e lo persegue, dritto all’obiettivo come un missile radiocomandato, ma con un occhio sempre attento a controllare chi ha giurato di proteggere anni e una vita prima… Sente odio e sente amore, passionale alla follia, contrastato, spinto e intanto trattenuto, abituato a ubbidire ma dentro scalpitante come un mustang.

E tutti questi aspetti contrastanti irretiscono, catturano, violentano la mia attenzione e la mia fantasia. E mi innamorano.

Una vita ad amarla.
Sette anni a odiarla.
E mi detesto per questo.

Mary il tuo protagonista vola alto come le stelle. E intanto fa esplodere kindle, occhi e ovaie, senza altra possibilità che continuare a leggerlo, sperando che si materializzi accanto a te.

Un’emozione continua, questa storia, dalla prima all’ultima pagina. Ma certo non proprio adatta a tutti. C’è violenza, c’è sangue, c’è buio e malvagità. Ma c’è anche una quantità di sentimenti che non possono non colpire a segno. E momenti a cui ormai, dopo diversi libri letti di Mary, dovrei essere abituata, dove troppe volte sono rimasta col fiato sospeso e la testa che si muoveva da sola da destra a sinistra, perché non potevo credere a cosa stesse succedendo, perché speravo che si fermasse ma… Ricordate bene, Mary non si ferma. Mai. E va bene così, ma da leggere consapevolmente.

A me piace da morire.

«Da bambini siamo plasmabili. Siamo argilla tra le mani dei nostri genitori. Diventiamo ciò che loro ci hanno insegnato a essere, senza costringerci. Lo diventiamo anche grazie a un semplice sguardo. Mia madre era in grado di farmi sentire in colpa senza pronunciare una sola parola. Non aveva bisogno di dirmi che era delusa, lo leggevo nello sguardo, ed era spaventoso come riuscisse a farmi sentire e come, anche in silenzio, riuscisse a guidare i miei passi.»

Playlist

Giudizio:

Sensualità:

Violenza:

Navillus

Author: Navillus

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