Le ali di Rebecca Quasi

Le ali di Rebecca Quasi

Italia: 2019

Pagine: 267

Protagonisti: Adriano, Bianca

Genere: contemporary romance

Casa editrice: Dri Editore

Data di Uscita: 26 aprile 2019

Le ali di Rebecca Quasi

Una figlia appena nata, una promessa alla quale non può sottrarsi e un futuro tanto incerto quanto doloroso, sono ciò che Adriano Abregal, ingegnere di Formula Uno, si trova a dover affrontare.

Il fatto che al suo fianco ci debba per forza essere Bianca Bastiani, una ballerina dallo stile di vita turbolento, non è certo incoraggiante. E per far funzionare la cosa i due “soci” studiano un patto blindato e preciso come un pit stop, una terra di nessuno asettica e impersonale dove all’apparenza sentimenti e passione non dovrebbero avere diritto di cittadinanza.

Ho un’immagine per questo libro, questa storia e quest’autrice. Un’immagine che mi è comparsa davanti agli occhi dopo poche pagine e ci è rimasta fino alla fine.

La neve che scende soffice e densa su un paesino piccolo e illuminato dalle luci delle case. Case dove vivono  persone, persone che nutrono sentimenti, paure, speranze, sogni.

Che guardano fuori dalle finestre la neve posarsi e lentamente ricoprire ogni cosa, piazza, fontana, tetti, panchine, auto, senza fare nessun rumore e dando ogni tipo di conforto di cui si possa aver bisogno.

Alla fine del libro della Quasi, la mia neve ha coperto tutto, rendendo il paesaggio tondo e caldo come un nido di lana. Come una magia.

Ed è proprio una magia quando leggi e non ti accorgi dello scorrere del tempo, di aver fame, di dover spostare le gambe prima che si addormentino. La magia di un libro incantevole, dove ogni parola e ogni personaggio compongono l’orchestra che suona una melodia ancestrale, quella della vita.

Se è un romanzo d’amore? Ovvio, visto che si tratta di romance. Ma è l’Amore nella sua interezza, quello di cui tratta. Amore per se stessi, per l’altra parte di una coppia, per i ricordi, per il futuro, per l’amicizia, per il proprio lavoro, per la propria casa, le aspettative, proprie e altrui. Per la propria bambina.

La bambina. Teodora è la fatina magica, una Campanellino allegra e dorata che con il suo sorriso riscalda ogni pagina e rende possibile quella magia. E’ Teo che fa scendere la neve della mia immagine.

Muti, mano nella mano, ascoltarono il tempo parlare per loro e raccontare in modo primordiale cos’erano la nostalgia, l’attesa, lo stupore e la scoperta.

Una storia perfetta, dunque? Non del tutto. Per fortuna, a renderla umana almeno in parte abbiamo Adriano, uomo e quindi limitato nella sua possibilità di comprensione di un mondo, quello della Quasi, che è pressoché esclusivamente femminile e matriarcale.

Grazie mille quindi a quest’autrice che nel romanzo contemporaneo è delicata e precisa come una bacchetta magica e ci permette di sognare un mondo più rosa e pieno di magia. Dove la felicità non faccia paura per timore che possa finire…

Giudizio:

Sensualità:

Violenza: /

Navillus

Author: Navillus

Rispondi