La notte più lunga di Leylah Attar

agosto 15, 2018
  • Titolo Originale: Mists of The Serengeti
  • Usa, 2017
  • pag. 343
  • Protagonisti: Rodel, Jack
  • Casa editrice: Newton Compton
  • genere: Contemporary romance
  • Standalone

Data uscita: 8 agosto 2018

«E così, in un vecchio fienile rosso ai piedi del monte Kilimanjaro, ho scoperto la magia inafferrabile che avevo intravisto solo tra le pagine di grandi storie d’amore. Fluttuava intorno a me come una farfalla appena nata e si stabilì in un angolo del mio cuore. Ho trattenuto il fiato, ho avuto paura di respirare per paura che scivolasse fuori e la perdessi per sempre.»

Quando una bomba esplode in un centro commerciale dell’Africa orientale, le tragiche conseguenze delle scosse di assestamento provocano l’incontro di due estranei in un percorso per il quale nessuno dei due sa di essere destinato. Jack Warden, un coltivatore di caffè divorziato in Tanzania, perde la sua unica figlia.

A un oceano di distanza, nella campagna inglese, Rodel Emerson riceve una telefonata che le comunica la morte di sua sorella. Sconvolta, prende un aereo nella speranza di un po’ di pace. Due persone comuni, legate da un evento tragico, sono in cammino per ritrovare sé stesse. Li aspetta un’avventura nelle immense pianure di Serengeti, durante la quale il destino di tre bambini si lega indissolubilmente al loro.

Ma nonostante le avversità, un’altra sfida si profila all’orizzonte: possono sopravvivere a un’altra perdita, questa volta quella di un amore che è destinato a scivolare tra le loro dita, come le nebbie che svaniscono alla luce del sole?

«A volte ci si imbatte in una storia dai colori dell’arcobaleno, che ci attraversa il cuore. Potremmo non essere in grado di afferrarne o mantenerne il significato, ma non saremo mai dispiaciuti per il colore e la magia che ha portato nella nostra anima.»

Leylah Attar con questo libro ha compiuto una nuova magia. Se infatti già l’avevo adorata con Senza nessun segreto, con La notte più lunga mi ha definitivamente conquistata, catturata per sempre, qualunque altra cosa scriva in futuro o venga tradotta in italiano. ( Carissimo dottor Avanzini, vogliamo provvedere a portare anche 53 lettere d’amore, please? Thanks)

Ma veniamo a questa storia… Chi di noi conosce, ha visto, ama quel vecchio film intitolato La mia Africa? Io tantissimo e tantissime volte. E il romanzo della Attar me lo ha ricordato molto.

Rodel, detta Ro, è una giovane donna inglese, in lutto per la perdita della sorella, che si reca in Tanzania dove incontra Jack, uno che del proprio lutto ha fatto una missione di vita, sentendosi in colpa per essere rimasto vivo e non essere stato in grado di salvare la sua figlioletta adorata. Intorno a loro la magia della terra d’Africa, con i suoi spazi infiniti, i suoi colori sgargianti, la natura incontaminata e feroce e tantissimi personaggi secondari che sono uno meglio caratterizzato dell’altro: la vecchia nonna Goma, che mi ha ricordato MaMalu del precedente romanzo della Attar, con i suoi preziosi consigli e la sua forza vitale, il suo amore, il suo coraggio, la prontezza di spirito.

Poi c’è l’adorabile Scholastica, una bimba albina che non conosce una sola parola d’inglese ma che si affeziona a Ro grazie alla fiducia tipica dei bambini, incondizionata e istintiva. E c’è Bahati, un masai rinnegato che ha scelto di vivere all’occidentale, simpatico, ciarliero, scanzonato, irriverente, ma all’occorrenza solido e leale come una roccia nella savana…

“Non sempre si riesce ad ottenere ciò che si vuole. A volte si ottiene esattamente ciò di cui si ha bisogno.”

Dio, questo libro è un film! Leggevo e vedevo le scene davanti ai miei occhi: la tenda opulenta nell’oasi, il cielo trapuntato da un infinito di stelle, gli elefanti, i rinoceronti, i Masai e le loro danze tribali, i colori e addirittura ho percepito gli odori dei loro banchetti, delle loro spezie. Ho “visto” i sorrisi sdentati di vecchi e bambini, ho “sentito” il suono dolce e duro della loro lingua, ho percepito la curiosità senza ostilità che accompagnava la loro vista di uno straniero. Ho provato rabbia per la cattiveria degli uomini che brama di potere e sogno di ricchezza non fermano davanti a nulla. Ho odiato il destino crudele che toglie e maltratta chi non lo merita. E infine ho amato quello stesso destino che tira i fili dei burattini-uomini e sa sempre quello che fa, come farlo e perché.

Credetemi, non potete non leggere questo libro, perché significherebbe perdervi la bellezza di tramonti cremisi sulla savana, il calore del fuoco in una notte fredda e solitaria, la mano di una bambina impaurita in quella forte di un uomo a proteggerla e rassicurarla, i muscoli palpitanti di quello stesso uomo stupendo che si rilassa sulla propria donna, dopo averla fatta sua…

Un sovrano, col cuore di un leone e l’anima di un angelo.

Non sto a dirvi quante frasi ho salvato sul mio kindle mentre leggevo, potrei riempirci pagine intere, e questo, lo sapete, quando succede vuol dire che il libro suddetto è…magico.

Vorrei ringraziare quindi la mia magica Attar, parafrasandola, “Hai fatto davvero la differenza, per me.” Mi hai portato dove non sapevo neppure di voler andare, su un treno arrugginito e sferragliante, in mezzo a capre maleodoranti, col cuore in gola a bermi una pagina dopo l’altra, incerta sulla sorte di due incredibili protagonisti.

Se potessi darei dieci stelle a questo libro, che comprerò anche cartaceo, appena disponibile. Grazie per aver scritto questa storia, e per avermi fatto sognare per qualche bellissima ora d’immenso.

Vi lascio con le parole della saggia Goma:

“Invecchiare non è roba da femminucce. Perdi le persone che ami. Continuamente. Alcuni ti vengono sottratti. Altri se ne vanno. E altri ancora impari a lasciarli andare.”

Non lasciate andare Jack e Ro senza averli conosciuti…

Giudizio:

Sensualità:

Violenza:

Navillus

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