La forma dell’acqua di Guillermo del Toro, Daniel Kraus

Apr 4, 2018

La forma dell’acqua di Guillermo del Toro, Daniel Kraus

  • Titolo Originale: The Shape of Water
  • Usa, 2017
  • pag. 432
  • Protagonisti:
  • Casa editrice: tre60
  • genere: Fantasy, Fantascienza
  • Standalone

Baltimora, 1962. Dopo aver perso l’uso della voce a causa di un incidente, la giovane Elisa conduce una vita spenta, senza ambizioni. Ma un giorno, all’interno del laboratorio in cui lavora come donna delle pulizie, entra per sbaglio in una stanza e fa una scoperta straordinaria: in una vasca piena d’acqua c’è una strana creatura. È sicuramente prigioniera e con ogni probabilità è lì perché oggetto di un esperimento.

Ma cos’è? Anzi: chi è?
All’insaputa di tutti, Elisa entra in contatto con quella creatura e tra i due si crea un legame sempre più forte. Un legame incomprensibile al mondo, che vede in lei una donna insignificante e nella creatura soltanto un mostro da studiare. Un legame che però ha i tratti e la forza del vero amore…
Una fiaba dark, straordinariamente romantica e soprattutto attualissima perché affronta, con delicatezza e passione, la paura (ingiustificata) del diverso.

“Ma io non posso essere l’unico, no? Ovviamente no; non sono così speciale, dopotutto. Anomalie come me esistono in tutto il mondo. E dunque quand’è che un’anomalia smette di essere tale e diventa semplicemente un dato di fatto? E se tu non fossi l’ultimo della tua specie, ma uno dei primi? Il primo di molti esseri migliori in un mondo migliore? Ci è concesso sperare, no? Di non essere il passato, ma il futuro.”

Leggere è una cosa meravigliosa ma saper inventare storie è un dono. E io ringrazio tutti i giorni di aver trovato sulla mia strada letture speciali. Libri che mi hanno donato tanto, emozioni vere, che mi han permesso di vivere mille vite seduta comodamente sul divano di casa.

La Forma Dell’Acqua è un romanzo davvero particolare. È storico, fantasy, in alcuni punti horror e in altri romantico. Presenta parecchi punti di vista e intreccia le vicende di personaggi totalmente diversi, ma a loro modo speciali.

In una Baltimora degli anni ’60 si svolge una vicenda complessa. Ad Occam, istituto di ricerca scientifica, viene custodito il primo ‘uomo anfibio’, una creatura sacra proveniente dall’Amazzonia. Tra chi lo circonda troviamo colui che l’ha catturato e che lo odia dal profondo del suo cuore, il comandante Strickland; lo scienziato che lo tutela e che ne studia le capacità, Bob Hoffstetler, e infine Elisa, l’inserviente muta che ogni giorno si presenta a fare le pulizie indossando scarpette coloratissime da ballo col tacco, e che è l’unica in grado di comunicare con ‘la risorsa’.


Ma non ci sono solo loro: Zelda, la collega e amica inserviente afroamericana, che ne subirà di ogni sorta a causa del colore della pelle; Giles, grafico sessantenne gay, messo all’angolo dalla società in evoluzione, ma retrograda; Lainie, la moglie del comandante Strickland, che dopo diciassette mesi senza il marito, ora che lui è tornato e che non è più mentalmente stabile, cammina sul filo della depressione e della voglia di rinascita. E poi c’è  lui, il Deus Branquia: la risorsa. Il Dio dell’Amazzonia, una forma di vita intelligente e antica, intrappolata e torturata da umani immeritevoli di stare al mondo.

Un intreccio complesso ma mai banale, in cui inizialmente è stato difficile sintonizzarsi, e che poi mi ha risucchiata in un posto speciale.

Purtroppo quando ci sono di mezzo esperimenti militari, non sempre si agisce in maniera umana.

La corsa contro il tempo per salvare il Deus Branquia è iniziata. Una storia sui generis, magnetica e affascinante da morire.

Giudizio:

Sensualità  /

Violenza /

◊ Cherry ◊

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