366 La favola di Donal e Isabel di Naike Ror

Nov 1, 2017
366 La favola di Donal e Isabel di Naike Ror

 

366 La favola di Donal e Isabel di Naike Ror

 

  • Usa, 2017
  • pag. 374
  • Protagonisti: Donal, Isabel
  • Casa editrice: Self
  • genere: Contemporary Romance

 

Donal sospirò contrariato.
«Senti Isabel.» Sbottò. «Potremmo nasconderci dietro a “Mille altri dieci argomenti da evitare al primo appuntamento”, ma la verità dei fatti è che siamo impediti in queste cose. Non…» si fermò alla ricerca delle parole. «Io non sono uno da gesti eclatanti, colpi di scena romantici e, a peggiorare la situazione, ammetto di avere una pessima tempistica negli approcci. Potrei andarmene, certo, però rimarrei con il rimorso di non aver almeno provato a baciarti.» Isabel lo guardava, immobile, silenziosa. Quel discorso era pericolosamente ambiguo. «Se ti dico questo è perché ho come il presentimento che se facessi un passo verso di te, tu potresti urlare e non è la reazione che vorrei provocarti.» Isabel lo guardò ancora. «Ovviamente con questo non voglio dire che ogni volta che mi avvicinerò a te vorrò baciarti, ma stasera l’intenzione era quella e, magari, sapere cosa ne pensi renderebbe tutto questo meno… ridicolo.»
«”Ridicolo”?» Ripeté lei.
«Abbastanza.» Isabel percepì l’imbarazzo di Donal e si sentì per la prima volta al suo stesso livello.
«Hai ragione Donal, siamo impediti.» Si sorrisero. «Non vorrei essere intimorita dalla tua presenza e ti giuro che le mie reazioni sono spontanee. Forse avrei dovuto indossare dei tacchi per sentirmi meno piccola accanto a te.»
Donal tornò a guardarla proprio come prima che lei sgattaiolasse via.
Isabel capì che quello era un momento che non voleva perdere, così, stringendo forte l’orlo del suo cappotto, attese che lui si avvicinasse.
«Sicura che non urlerai?» Le domandò.
Lei annuì.
Lui fece un primo passo, poi un secondo e Isabel chiuse gli occhi. «Respira, altrimenti invece che baciarti mi toccherà farti la respirazione bocca a bocca.» Isabel ridacchiò e finalmente Donal la baciò.
Questa è la favola di Donal e Isabel.

 

 

 

Recensione

 

 

-Ehi, ciao! Volevo augurarti Buon Natale e dirti che quando sarai annoiata di indossare quei jeans, potresti indossare me. Anche io so stare così attaccato alla pelle di una donna.
Lo trascinò verso l’uscita. -Smettila. Non puoi approcciarti così, quella poverina era terrorizzata.
-Pensa se mi avesse visto nudo.

366 è il primo spin off dal fortunato e stupendo romanzo di Naike Ror, Usheen.

Usheen mi aveva conquistata in pieno per personaggio, ironia, trama, scrittura. Mi aveva completamente ammaliata. Il problema di quando incontro certi capolavori è che poi mi aspetto il massimo da tutto ciò che esce dalla stessa penna… E non è certo cosa banale scrivere sempre a certi livelli! Eppure le mie aspettative non sono state disattese.
Donal è il migliore amico di Usheen. Sono cresciuti insieme quasi come fratelli, appartengono alla stessa realtà irlandese come i prati verdi e la pioggia.

Hanno vissuto le stesse esperienze e difendono le stesse idee, in politica, sulla religione, sulla giustizia. Hanno gli stessi principi di lealtà verso la propria famiglia e gruppo di appartenenza, la stessa fedeltà nei confronti di amici e colleghi. E infine hanno anche caratteri simili: poche parole, grandi mani, pochi sorrisi, cipiglio marcato. E sono tipi solitari, anche se per i casi della vita e non per scelta.

Ma se il protagonista maschile è così simile a Usheen, dove sta il grande pregio di questo romanzo, mi chiederete? Nella protagonista femminile. Le donne della Ror non sono mai sciacquette da tanto al chilo, ma Isabel è una grande donna. Più grande delle grandi. Una donna che è un disastro di proporzioni epiche per Donal, perché ha vissuto il peggio, è stata umiliata, ferita, calpestata, eppure nessuno è mai riuscito a sconfiggerla.

Ha una forza interiore che nessun uomo, nemmeno un gigante della giustizia alto due metri, può avere. Non ha paura di stare da sola, non ha bisogno di aiuto, di appoggio o di consiglio. Ed è lei che sceglie Donal, analizzandolo con il cuore ma soprattutto con la mente.

Perché è un compagno perfetto per lei, il più adatto a sé e ai suoi figli, l’uomo migliore nelle situazioni peggiori, nei momenti di luce come in quelli di buio. Donal non aveva nessuna via di scampo, neanche se l’avesse cercata. E ovviamente si dimostra veramente all’altezza di quella scelta…

La favola di Donal e Isabel è appunto solo una favola, ma non è finzione, né smanceria, è una storia dei nostri giorni, belli e brutti. E come tutte le favole, ci dà un grande insegnamento: non accettare compromessi mai e rialzarsi sempre con caparbietà, facendo sentire la propria voce, idea, speranza.
Leggete, e innamoratevi anche voi, come me, di questa favola.

 

Giudizio:

Sensualità:

Violenza;

 

-Navillus-

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